STA nasce a Milano dall'incontro fra un imprenditore che da vent'anni avvia e rilancia attività e un ingegnere del software che costruisce sistemi per la finanza e il cloud. Ci mettiamo la faccia: qui trovi chi siamo e come lavoriamo.

Ho cominciato dietro un bancone, a 22 anni, facendo il barman per un catering. Da allora mi faccio sempre la stessa domanda: come si potrebbe fare meglio?
Quella domanda mi ha portato ad aprire, con due amici, il mio primo catering, e poi un secondo con altri due professionisti del settore: li ho fatti crescere e li ho venduti tutti e due. Nel 2011 ho aperto NaBi, un locale healthy a Milano, quando la cucina sana era ancora una scommessa. Dentro NaBi ho provato una cosa che allora quasi nessuno faceva: una cucina solo per le consegne, che portava ai bar della città torte fatte in casa per chi è intollerante o vegano. NaBi l'ho venduto nel 2023, nel suo anno migliore.
Dal 2019 aiuto altri locali a partire o a ripartire, con un patto che per me è una questione di rispetto: non mi paghi finché non ti ho portato al pareggio, e se non ci riesco non mi devi niente. Il rischio lo dividiamo, e quello che abbiamo costruito insieme resta comunque a te.
STA nasce dalla stessa curiosità, puntata su qualcosa di nuovo: l'intelligenza artificiale. Mi sono chiesto se una squadra di agenti potesse ragionare sui mercati come un buon gruppo di lavoro: chi raccoglie i dati, chi sostiene un'idea, chi la smonta, chi decide. Non sono nato trader né programmatore, e non lo nascondo: sono un imprenditore curioso, che si fida delle persone ma vuole vedere i numeri, e che non si accontenta della prima risposta.

Ho iniziato a programmare per curiosità, avvicinandomi al mondo dello sviluppo attraverso i videogiochi. Mi affascinava l'idea di poter costruire qualcosa da zero, capire come funzionasse e trovare un modo per migliorarlo.
Da allora quella curiosità è diventata il filo conduttore del mio percorso. Negli anni ho lavorato su applicazioni mobile, sistemi finanziari e infrastrutture cloud, occupandomi di tutto ciò che sta dietro un prodotto digitale: dall'interfaccia che utilizza l'utente fino ai sistemi che elaborano i dati e prendono decisioni.
Non mi sono mai voluto limitare a un singolo linguaggio o a una tecnologia. Per me programmare significa soprattutto risolvere problemi. Il codice è lo strumento, non l'obiettivo.
Il mio interesse per i mercati finanziari e per l'intelligenza artificiale mi ha portato a esplorare un problema particolarmente complesso: come trasformare grandi quantità di dati in decisioni strutturate, verificabili e possibilmente migliori. È qui che si inserisce STA. L'idea di costruire agenti capaci di analizzare il mercato, confrontare strategie e collaborare tra loro unisce diversi ambiti che mi appassionano: software engineering, automazione, intelligenza artificiale e finanza.
Ma c'è un principio che considero fondamentale: un sistema intelligente non è necessariamente un sistema affidabile. Per questo credo nell'importanza dei test, della gestione del rischio e della capacità di mettere continuamente in discussione i risultati. Non credo nella tecnologia fine a sé stessa, né nelle soluzioni miracolose. Credo nei sistemi costruiti con metodo, migliorati attraverso l'esperienza e progettati per affrontare problemi reali.
La domanda che mi accompagna da quando ho scritto le prime righe di codice è sempre la stessa: si può fare meglio?
Nei locali Giordano non si faceva pagare finché il locale non stava in piedi; Gopal non si fida di un sistema finché i test non lo dimostrano. STA funziona allo stesso modo: la sua commissione è una parte del risultato netto dei giorni in cui chiudi in positivo, e nei giorni in perdita o in pari non paghi niente. Nella fase di lancio, nemmeno quella: le commissioni sono sospese.
Nessuna idea entra in STA perché sembra intelligente: entra se regge sui dati, in più periodi diversi.
Lo storico contiene ogni scheda, chiusa bene o male, con il suo hash.
STA propone e spiega. Cosa aprire, quanto e quando, lo scegli tu.