R è un'unità di misura del rischio. Prima di entrare in un'operazione decidi dove metti lo stop, cioè il prezzo al quale la posizione si chiude da sola per limitare la perdita. La somma che perderesti se il prezzo arrivasse a quello stop è 1R. Tutto il resto si misura con quel metro.
Se rischi 20 € e l'operazione chiude allo stop, hai fatto −1R. Se chiude con un guadagno di 40 €, hai fatto +2R. Se chiude con una perdita di 10 €, hai fatto −0,5R. Il valore in euro cambia da un'operazione all'altra, R no: dice sempre «quanto è andata bene o male rispetto a quello che avevo messo in conto».
Esempio illustrativo: entri a 100 € con lo stop a 95 € e compri 4 unità. Il rischio è 5 € × 4 = 20 €, quindi 1R = 20 €. Se esci a 110 €, guadagni 10 € × 4 = 40 €, cioè +2R. Se il prezzo scende fino allo stop, perdi 20 €: −1R. I numeri sono inventati per spiegare il calcolo e non sono il risultato di nessun sistema.
Il win rate è la percentuale di operazioni chiuse in guadagno. Sembra un buon indicatore, ma non dice quanto si guadagna quando si vince e quanto si perde quando si perde. Guarda due sistemi di esempio, ognuno su 100 operazioni:
| Esempio illustrativo | Sistema A | Sistema B |
|---|---|---|
| Win rate | 70% | 40% |
| Guadagno medio quando vince | +0,3R | +2R |
| Perdita media quando perde | −1R | −1R |
| Totale su 100 operazioni | 70 × 0,3 − 30 × 1 = −9R | 40 × 2 − 60 × 1 = +20R |
Il sistema A vince sette volte su dieci e perde comunque. Il sistema B perde sei volte su dieci e chiude in positivo. Chi guarda solo la percentuale sceglie A, ed è un errore che costa caro.
Il numero che riassume tutto è il risultato medio per operazione, in R, detto anche aspettativa. Si calcola così:
(probabilità di vincere × guadagno medio) − (probabilità di perdere × perdita media)
Nell'esempio: il sistema A ha 0,7 × 0,3 − 0,3 × 1 = −0,09R a operazione; il sistema B ha 0,4 × 2 − 0,6 × 1 = +0,2R. Un valore sopra zero vuol dire che in media, su molte operazioni passate, ogni operazione ha reso più di quanto rischiava. Sotto zero, il contrario. Non è una previsione di cosa succederà: descrive com'è andata, e solo se il campione è abbastanza grande.
Commissioni e funding (il pagamento periodico fra chi è long e chi è short sui contratti perpetui) riducono ogni risultato. Un sistema che chiude a +0,05R prima dei costi può finire sotto zero dopo averli pagati. Per questo il risultato in R va sempre letto al netto dei costi: se chi ti mostra i numeri non lo dice, chiedilo.
La regola pratica è la relazione fra win rate e rapporto fra guadagno e perdita (il R:R). Per non perdere in media, serve almeno questo:
| Se il guadagno medio è… | …il win rate di pareggio è circa |
|---|---|
| +0,5R | 67% |
| +1R | 50% |
| +2R | 33% |
| +3R | 25% |
La formula è semplice: il win rate di pareggio è 1 diviso (1 + guadagno medio in R), prima dei costi. È pareggio, non un guadagno: sopra quella soglia l'aspettativa è positiva, sotto è negativa. Con target lontani si può perdere più spesso di quanto si vince e stare comunque a posto, ma bisogna sopportare serie lunghe di perdite.
R serve anche a decidere quanto rischiare. Se per ogni operazione metti in conto l'1% del conto, ogni perdita allo stop vale −1% e dieci perdite di fila valgono circa −10%. Se invece rischi il 10% a operazione, bastano dieci perdite per svuotare quasi tutto. Fissare in anticipo quanto vale 1R, in percentuale del conto, è la scelta che decide se una serie normale di perdite è fastidiosa o fatale. Nessun sistema evita le serie di perdite: si possono solo rendere sopportabili.
Ogni scheda di STA ha un'entry, uno stop e un target, quindi puoi calcolare tu stesso quanto vale 1R e quanto vale il target in R. Lo stop c'è su ogni scheda, quindi sai prima di entrare quanto puoi perdere. Il modo più tranquillo per fare pratica è la DEMO gratuita: segui le schede con capitale virtuale e prezzi veri, annota il risultato di ognuna in R e guarda come si comporta la media dopo qualche settimana.
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