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R nel trading: cos'è e perché conta più del win rate

Giordano SalvatoriGiordano Salvatori, fondatore di STA · 18/10/2026 · 5 minuti di lettura
Una bilancia a quadrante con la lancetta rossa: R pesa ogni operazione rispetto al rischio che hai preso
In breve. R è l'unità con cui si misura un'operazione: 1R è la somma che perdi se il prezzo tocca lo stop. Se un'operazione chiude a +2R hai guadagnato il doppio di quanto rischiavi, se chiude a −1R hai perso quanto previsto. Contare in R conta più del win rate (la percentuale di operazioni vincenti) perché un sistema può vincere spesso e perdere comunque, oppure vincere poco e restare in positivo.

Cos'è R nel trading

R è un'unità di misura del rischio. Prima di entrare in un'operazione decidi dove metti lo stop, cioè il prezzo al quale la posizione si chiude da sola per limitare la perdita. La somma che perderesti se il prezzo arrivasse a quello stop è 1R. Tutto il resto si misura con quel metro.

Se rischi 20 € e l'operazione chiude allo stop, hai fatto −1R. Se chiude con un guadagno di 40 €, hai fatto +2R. Se chiude con una perdita di 10 €, hai fatto −0,5R. Il valore in euro cambia da un'operazione all'altra, R no: dice sempre «quanto è andata bene o male rispetto a quello che avevo messo in conto».

Come si calcola R, passo per passo

  1. Prendi l'entry e lo stop. La distanza fra i due è il rischio per ogni unità che compri.
  2. Moltiplica per la quantità. Il risultato è la perdita massima prevista: quella è 1R.
  3. Quando l'operazione chiude, dividi il risultato (in euro) per 1R. Il numero che ottieni è il risultato in R.

Esempio illustrativo: entri a 100 € con lo stop a 95 € e compri 4 unità. Il rischio è 5 € × 4 = 20 €, quindi 1R = 20 €. Se esci a 110 €, guadagni 10 € × 4 = 40 €, cioè +2R. Se il prezzo scende fino allo stop, perdi 20 €: −1R. I numeri sono inventati per spiegare il calcolo e non sono il risultato di nessun sistema.

Perché il win rate da solo inganna

Il win rate è la percentuale di operazioni chiuse in guadagno. Sembra un buon indicatore, ma non dice quanto si guadagna quando si vince e quanto si perde quando si perde. Guarda due sistemi di esempio, ognuno su 100 operazioni:

Esempio illustrativoSistema ASistema B
Win rate70%40%
Guadagno medio quando vince+0,3R+2R
Perdita media quando perde−1R−1R
Totale su 100 operazioni70 × 0,3 − 30 × 1 = −9R40 × 2 − 60 × 1 = +20R

Il sistema A vince sette volte su dieci e perde comunque. Il sistema B perde sei volte su dieci e chiude in positivo. Chi guarda solo la percentuale sceglie A, ed è un errore che costa caro.

Cos'è l'aspettativa e come si legge

Il numero che riassume tutto è il risultato medio per operazione, in R, detto anche aspettativa. Si calcola così:

(probabilità di vincere × guadagno medio) − (probabilità di perdere × perdita media)

Nell'esempio: il sistema A ha 0,7 × 0,3 − 0,3 × 1 = −0,09R a operazione; il sistema B ha 0,4 × 2 − 0,6 × 1 = +0,2R. Un valore sopra zero vuol dire che in media, su molte operazioni passate, ogni operazione ha reso più di quanto rischiava. Sotto zero, il contrario. Non è una previsione di cosa succederà: descrive com'è andata, e solo se il campione è abbastanza grande.

R e costi: il dettaglio che molti dimenticano

Commissioni e funding (il pagamento periodico fra chi è long e chi è short sui contratti perpetui) riducono ogni risultato. Un sistema che chiude a +0,05R prima dei costi può finire sotto zero dopo averli pagati. Per questo il risultato in R va sempre letto al netto dei costi: se chi ti mostra i numeri non lo dice, chiedilo.

Quanti R servono per far tornare i conti

La regola pratica è la relazione fra win rate e rapporto fra guadagno e perdita (il R:R). Per non perdere in media, serve almeno questo:

Se il guadagno medio è……il win rate di pareggio è circa
+0,5R67%
+1R50%
+2R33%
+3R25%

La formula è semplice: il win rate di pareggio è 1 diviso (1 + guadagno medio in R), prima dei costi. È pareggio, non un guadagno: sopra quella soglia l'aspettativa è positiva, sotto è negativa. Con target lontani si può perdere più spesso di quanto si vince e stare comunque a posto, ma bisogna sopportare serie lunghe di perdite.

Cosa ti dice R sul rischio che stai correndo

R serve anche a decidere quanto rischiare. Se per ogni operazione metti in conto l'1% del conto, ogni perdita allo stop vale −1% e dieci perdite di fila valgono circa −10%. Se invece rischi il 10% a operazione, bastano dieci perdite per svuotare quasi tutto. Fissare in anticipo quanto vale 1R, in percentuale del conto, è la scelta che decide se una serie normale di perdite è fastidiosa o fatale. Nessun sistema evita le serie di perdite: si possono solo rendere sopportabili.

Gli errori più comuni con R

Come si usa R con STA

Ogni scheda di STA ha un'entry, uno stop e un target, quindi puoi calcolare tu stesso quanto vale 1R e quanto vale il target in R. Lo stop c'è su ogni scheda, quindi sai prima di entrare quanto puoi perdere. Il modo più tranquillo per fare pratica è la DEMO gratuita: segui le schede con capitale virtuale e prezzi veri, annota il risultato di ognuna in R e guarda come si comporta la media dopo qualche settimana.

In sintesi

Domande frequenti

Cosa vuol dire R nel trading?R è l'unità di misura del rischio: 1R è la perdita prevista se il prezzo tocca lo stop. Un'operazione che guadagna il doppio del rischio vale +2R, una che perde quanto previsto vale −1R.
È meglio un win rate alto o un R alto?Nessuno dei due da solo. Conta il risultato medio per operazione, che unisce la frequenza delle vincite con quanto si guadagna e si perde. Un win rate del 70% con vincite piccole può perdere, uno del 40% con vincite grandi può restare in positivo.
Come calcolo il risultato di un'operazione in R?Dividi il guadagno o la perdita in euro per il rischio iniziale, cioè la distanza fra entry e stop moltiplicata per la quantità. Se rischiavi 20 € e hai guadagnato 40 €, hai fatto +2R.
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Questo articolo ha scopo informativo e non è una consulenza in materia di investimenti. Il trading di cripto-attività comporta un rischio elevato, inclusa la perdita integrale del capitale impiegato. Gli esempi numerici sono illustrativi.

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