Dipende da cosa intendi per convenire. Se la domanda è se fare trading online ti faccia guadagnare più di quanto costa, la risposta onesta è che per la maggior parte dei privati no. In Europa i broker di CFD devono dichiarare la quota dei loro conti al dettaglio che perde denaro, e le percentuali pubblicate stanno in genere fra il 70% e il 90%. L'analisi delle autorità nazionali su cui l'ESMA ha basato le sue restrizioni, nel 2018, parlava di una quota fra il 74% e l'89%.
Se invece la domanda è se vale la pena allenarsi, capire come funzionano i mercati e fare qualche operazione con una cifra che puoi permetterti di perdere, la risposta cambia. Dipende da quanto spendi per ogni operazione e da quanto rischi. Il quadro generale, dall'inizio, è nella guida al trading online consapevole.
Sono cinque, e non tutte le piattaforme li fanno pagare tutti.
Una cosa che conviene sapere: «zero commissioni» non vuol dire zero costi. Il prezzo si paga in un altro punto, di solito nello spread. Lo vediamo con numeri nell'articolo su mercati, strumenti, ordini e costi del trading online.
Più il conto è piccolo, più i costi pesano in proporzione. Un esempio inventato, solo per capire: su una posizione da 500 euro, uno spread dello 0,2% costa 1 euro all'apertura, e altrettanto circa alla chiusura. Se rischi il 1% del conto, cioè 10 euro su mille, hai già speso una parte non piccola del rischio senza che il mercato abbia fatto niente.
| Esempio inventato | Posizione da 500 euro | Posizione da 5.000 euro |
|---|---|---|
| Spread 0,2% (andata e ritorno 0,4%) | 2 euro | 20 euro |
| Commissione fissa di 1 euro per lato | 2 euro (0,4%) | 2 euro (0,04%) |
| Costo totale sulla posizione | 4 euro (0,8%) | 22 euro (0,44%) |
Il prezzo deve muoversi dello 0,8% nella direzione giusta solo per pareggiare, nel caso piccolo. Questo è il motivo per cui con poco capitale conviene fare poche operazioni, non tante. Quanto capitale serve per cominciare lo trovi in quanti soldi servono per fare trading online.
La leva non cambia i costi in percentuale sul prezzo, ma li moltiplica in percentuale sul tuo capitale. Con una leva 10, un costo dello 0,4% sulla posizione diventa il 4% del margine che hai messo. E se il prezzo va contro di te, lo stesso 10 amplifica la perdita. È il punto da capire bene prima di usarla, ed è spiegato in leva finanziaria nel trading.
Un modo semplice per ragionarci è guardare i costi in R, cioè in multipli di quello che rischi su ogni operazione. Se rischi 10 euro e i costi sono 4 euro, ogni operazione parte già da meno 0,4R. Un target che ti porta più 1R in realtà ti lascia più 0,6R, e uno stop da meno 1R in realtà vale meno 1,4R. Numeri inventati, ma il meccanismo è reale: i costi accorciano i guadagni e allungano le perdite. Come si ragiona in R è spiegato in R nel trading.
Alcuni sì, ma pochi, e quasi sempre perché perdono poco quando sbagliano, non perché indovinano di più. I numeri onesti, con le percentuali dichiarate dai broker, li trovi in si guadagna davvero con il trading online. In più, sui guadagni si pagano le tasse: ne parliamo in fare trading è legale e come si pagano le tasse.
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