Qualcuno sì, la maggior parte no. Detto così sembra una frase fatta, ma ha dei numeri dietro, e conviene guardarli prima di aprire un conto.
Nell'Unione Europea chi offre CFD, cioè contratti che replicano il prezzo di un'attività senza che tu la possegga, deve scrivere in chiaro quanti conti dei suoi clienti al dettaglio hanno perso denaro negli ultimi dodici mesi. Sono avvisi obbligatori, e li trovi in fondo alle pagine dei broker. Le percentuali pubblicate cambiano da un operatore all'altro, ma stanno quasi sempre fra circa il 60% e circa il 90%. In altre parole, su dieci conti, da sei a nove sono in perdita.
Poco, se la leggi male. Non è la probabilità che tu perda, e non dice di quanto si perde. Un conto è «in perdita» anche se ha lasciato sul tavolo cinquanta euro, e uno è «in guadagno» anche se ne ha fatti cinque. Non dice nemmeno chi ha smesso dopo una settimana e chi ci lavora da dieci anni. Si riferisce ai CFD con leva, non a tutto il trading, e ogni broker ha la sua clientela.
Quello che dice, però, è chiaro: guadagnare con regolarità è l'eccezione. Chi ti promette il contrario sta vendendo qualcosa. Se vuoi capire come riconoscerlo, abbiamo scritto una guida sui segnali di trading affidabili.
Quasi mai per un solo motivo. Di solito se ne sommano tre.
I numeri qui sotto sono inventati, servono a vedere come funziona la matematica. Non sono un risultato di nessuno.
| Perdita sul conto | Guadagno che serve per tornare in pari |
|---|---|
| 10% | 11,1% |
| 20% | 25% |
| 50% | 100% |
È l'aritmetica del drawdown, il calo del conto dal suo massimo. Più scendi, più la risalita è ripida. Per questo le perdite piccole contano più dei guadagni grandi, e per questo ci siamo dedicati a spiegare il drawdown.
Non hanno un trucco. Hanno abitudini noiose, e le tengono anche quando non hanno voglia.
Nessuna di queste abitudini ti rende vincente. Ti tengono in gioco abbastanza a lungo da capire se il tuo metodo funziona, e questo è già molto più di quanto riesca a fare chi parte senza regole.
Un metodo che in teoria rende un poco può diventare in pratica un metodo che perde, solo per i costi. Lo spread è la differenza fra il prezzo a cui compri e quello a cui vendi, e lo paghi a ogni entrata. Le commissioni si aggiungono, e sui derivati può esserci il funding, un pagamento periodico fra chi è long e chi è short. Sono cifre piccole, ma si ripetono.
Un esempio inventato: se ogni operazione ti costa lo 0,1% del capitale impegnato e ne fai cinque al giorno, in un mese hai speso circa il 10% di quel capitale prima ancora che il mercato abbia deciso chi ha ragione. Per questo operare meno è spesso un vantaggio, non un limite. Come leggere i costi di una piattaforma è una domanda che merita un articolo a parte.
Il modo più onesto è provare con un conto demo, trattandolo come se fosse vero: stesso capitale, stessa quota di rischio, stop prima di entrare, diario. Dopo cinquanta operazioni hai un dato tuo, invece di una speranza. Abbiamo spiegato come fare nella guida al conto demo di trading gratis e in quella su quanto tempo restarci. Un conto demo ha un limite, la paura pesa meno, quindi i risultati sono di solito migliori di quelli che seguiranno.
Se parti da zero, la guida madre è trading online: cos'è e come iniziare in modo consapevole.
STA non promette guadagni, e nessuno dovrebbe. Propone schede di trading per cripto e azioni USA su OKX, costruite da dieci agenti di intelligenza artificiale che discutono fra loro nel dibattito fra Bull e Bear, e ogni scheda ha il suo stop. La DEMO è gratuita per sempre, con prezzi veri e le stesse schede del REAL, quindi puoi guardare come si comporta un metodo scritto senza metterci soldi. Lo storico è pubblico e verificabile su GitHub, perdite comprese, perché i numeri onesti sono quelli che si possono controllare.
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