Il drawdown misura quanto è sceso il tuo conto rispetto al punto più alto che aveva toccato. Non guarda da dove sei partito, guarda da dove stai scendendo. Se il conto arriva a 10.000 € e poi scende a 8.000 €, sei in drawdown del 20%. Finché non torni sopra i 10.000 €, il drawdown resta aperto.
Il numero che si legge più spesso è il drawdown massimo, cioè il calo più profondo mai visto in un certo periodo. Dice una cosa che il risultato finale non dice: quanto è stato brutto il tratto peggiore, e quindi quanto avresti dovuto sopportare per arrivare fin lì.
La formula è breve: (picco − minimo successivo) diviso picco, per cento. Con picco a 10.000 € e minimo a 8.000 €, fai 2.000 diviso 10.000, cioè 20%.
Se ripeti il calcolo su tutto lo storico del conto e tieni il valore più grande, hai il drawdown massimo. Tutti i numeri di questo articolo sono esempi inventati per spiegare il calcolo, non risultati di un sistema.
Qui sta la parte che sorprende quasi tutti. Se perdi il 50%, per tornare al punto di partenza non ti basta guadagnare il 50%: ti serve il 100%. Il motivo è che il guadagno si calcola su un capitale più piccolo.
| Drawdown (esempio illustrativo) | Guadagno necessario per recuperare |
|---|---|
| 10% | 11,1% |
| 20% | 25% |
| 30% | 42,9% |
| 50% | 100% |
| 70% | 233% |
La curva sale in fretta. Un drawdown del 10% si recupera con un tratto normale di mercato, uno del 50% richiede di raddoppiare il capitale rimasto. Per questo chi lavora sul rischio ragiona prima di tutto su come non entrare in drawdown profondi, e solo dopo su come guadagnare di più.
Non esiste una soglia che valga per tutti, ma una serie di perdite consecutive è normale in qualunque sistema, anche in uno che nel lungo periodo resta in positivo. La dimensione del rischio per operazione decide quanto fa male quella serie. Esempio illustrativo: dieci perdite di fila allo stop.
| Rischio per operazione | Calo dopo 10 perdite di fila |
|---|---|
| 1% del conto | circa 9,6% |
| 5% del conto | circa 40,1% |
| 10% del conto | circa 65,1% |
Le perdite si applicano ogni volta sul capitale rimasto, per questo i totali sono un po' più bassi della semplice somma. Con l'1% la serie è fastidiosa, con il 10% è quasi fatale. Prima di cominciare conviene chiedersi quale drawdown riusciresti davvero a sopportare senza cambiare strategia a metà strada, e dimensionare il rischio di conseguenza.
Con la leva (una posizione più grande del capitale che metti) ogni movimento del prezzo pesa di più sul conto. Un calo del 5% del prezzo con leva 10 vale circa −50% sulla somma impegnata, prima ancora di contare i costi. Non serve un mercato in crollo per entrare in un drawdown profondo: basta una posizione troppo grande rispetto al conto. Lo stop serve proprio a mettere un tetto alla perdita di ogni singola operazione, ed è il primo mattone per tenere sotto controllo il drawdown.
Un rendimento senza il suo drawdown è mezza informazione. Due sistemi possono chiudere l'anno con lo stesso risultato, ma uno ci è arrivato con un calo massimo del 10% e l'altro con uno del 45%. Il secondo ha richiesto un'altra capacità di sopportazione. Quando vedi dei risultati, chiedi sempre il drawdown massimo, su quanto tempo è stato misurato e se i numeri sono al netto di commissioni e funding (il pagamento periodico fra chi è long e chi è short sui contratti perpetui). Un periodo breve e favorevole nasconde i tratti peggiori.
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