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Take profit: cos'è e come scegliere il target

Giordano SalvatoriGiordano Salvatori, fondatore di STA · 17/10/2026 · 5 minuti di lettura
Una freccia al centro di un bersaglio di paglia: il target di un'operazione, il livello in cui si incassa
In breve. Il take profit è il prezzo al quale un'operazione si chiude da sola per incassare il guadagno. Si sceglie prima di entrare, guardando dove il prezzo può trovare un ostacolo e quanto è distante lo stop: un target ha senso solo se il guadagno possibile è più grande della perdita possibile. Non esiste un target giusto in assoluto, e il prezzo può fermarsi un attimo prima di raggiungerlo.

Cos'è il take profit

Il take profit (letteralmente «prendi il guadagno») è un ordine che dice alla borsa: «se il prezzo arriva a questo livello, chiudi la posizione». In un long il target sta sopra l'entry, in uno short sotto. È il fratello dello stop loss: lo stop decide quanto sei disposto a perdere, il take profit decide dove ti accontenti di uscire in guadagno.

Nel linguaggio di tutti i giorni lo chiamano anche target. Sono la stessa cosa.

Perché serve decidere il target prima di entrare

Quando un'operazione va bene, la tentazione è dire «aspetto ancora un po'». A volte funziona, più spesso il prezzo torna indietro e il guadagno che era sul conto sparisce. Il contrario succede quando va male: si esce troppo presto, spaventati, e poi il prezzo riparte.

Decidere il target a mente fredda, prima di entrare, toglie le emozioni dalla scelta. Non cambia l'esito, ma ti dà una regola da confrontare con quello che succede, e ti permette di valutare l'operazione prima di farla.

Come si sceglie il target

Non c'è una formula unica. Si usano di solito tre criteri, meglio se insieme:

Il rapporto fra target e stop

La distanza fra entry e stop è quello che rischi; la distanza fra entry e target è quello che puoi guadagnare. Il loro rapporto si chiama R:R (rischio/rendimento), e si misura in R: una perdita fino allo stop vale −1R, un'uscita al target che guadagna il doppio di quanto rischiavi vale +2R.

Dato (esempio illustrativo)Valore
Entry100 €
Stop95 €: rischi 5 € per unità (1R)
Target110 €: puoi guadagnare 10 € per unità (2R)
R:R1 a 2

Con un R:R di 1 a 2, l'operazione chiude in pareggio se ne vai a segno una volta su tre, prima dei costi: due perdite da −1R e un guadagno da +2R fanno zero. Con un target a soli 105 € (R:R 1 a 1) ti servirebbe vincere metà delle volte solo per non perdere. I numeri sono un esempio per capire il meccanismo, non il risultato di un sistema reale.

Attenzione al contrario: allargare il target solo per far tornare il rapporto è un errore. Se il grafico non lascia spazio fino a 110 €, un R:R bello sulla carta non vale niente.

Uscire tutto in una volta o a pezzi

Molti trader dividono la posizione in più target, per esempio metà al primo livello e metà al secondo. Ha due vantaggi: incassi una parte quando il prezzo arriva, e lasci l'altra libera di correre se il movimento continua. Lo svantaggio è che, se il movimento prosegue senza fermarsi, il guadagno totale è più basso di quello che avresti avuto uscendo tutto più in alto.

Spesso si accompagna lo spostamento dello stop: dopo il primo target lo stop sale al prezzo d'entrata, così il resto dell'operazione non può più trasformarsi in una perdita (salvo salti di prezzo). È il meccanismo del trailing stop.

Cosa può andare storto

Gli errori più comuni

  1. Nessun target: si entra «per vedere dove va» e si esce a sentimento.
  2. Spostarlo più in là ogni volta che il prezzo si avvicina.
  3. Un target scelto a caso, a una cifra tonda, senza guardare il grafico.
  4. Ignorare lo stop: parlare solo di quanto si può guadagnare, non di quanto si può perdere.

Come lo gestisce STA

In STA ogni scheda nasce con entry, stop e target già definiti, e con un exit plan che spiega come uscire man mano che la posizione si muove. A proporli è un team di 10 agenti: l'Exit Planner si occupa di questa parte, dopo che Bull e Bear hanno discusso l'idea. Puoi vederlo nella DEMO gratuita, che funziona con denaro virtuale. Nella fase di lancio (dal 16/10/2026) le commissioni di STA sono temporaneamente disabilitate, anche in REAL; il listino ordinario è il 18% del risultato netto positivo di ogni giornata, senza compensazione delle perdite.

In sintesi

Un buon target è deciso prima, appoggiato a un livello del grafico, misurato sulla volatilità e confrontato con lo stop. Nessun target è giusto in assoluto: è una regola che rende l'operazione valutabile, e che tiene fuori l'emozione dal momento in cui conta di più.

Domande frequenti

Cos'è il take profit nel trading?È un ordine che chiude la posizione quando il prezzo raggiunge un livello di guadagno scelto in anticipo. In un long sta sopra l'entry, in uno short sotto.
Come scelgo il target di un'operazione?Guardando i livelli del grafico dove il prezzo ha già trovato ostacoli, quanto si muove di solito quel mercato e la distanza dello stop: il guadagno possibile dovrebbe essere maggiore della perdita possibile.
Meglio un solo take profit o più target?Dipende. Più target incassano una parte presto e lasciano il resto libero di correre, ma se il prezzo prosegue il guadagno totale è inferiore a quello di un'uscita unica più in alto.
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Questo articolo ha scopo informativo e non è una consulenza in materia di investimenti. Il trading di cripto-attività comporta un rischio elevato, inclusa la perdita integrale del capitale impiegato. Gli esempi numerici sono illustrativi.

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